FRUTTA SECCA DA LECCARSI I BAFFI
Natale e Tradizione
Protagonista indiscussa della tavola di Natale, periodo in cui abbondanza è la parola d’ordine dei momenti conviviali trascorsi con parenti ed amici, è la frutta secca. Noci, nocciole, mandorle e pistacchi vengono serviti agli ospiti alla fine del pranzo per essere assaporati al naturale oppure rappresentano l’ingrediente irrinunciabile di pietanze salate, sia tradizionali sia moderne, e di dolci tipici locali e regionali, dal Nord al Sud Italia.
Pensiamo al torrone morbido, una leccornia che troviamo esposto nelle sue molteplici varianti in tutti i mercatini natalizi; al croccante di mandorle o di nocciole in cui lo zucchero caramellato avvolge la frutta secca per un matrimonio indissolubile; ai roccocò napoletani preparati con la farina di mandorle; al panforte toscano e allo zelten, dolce che appartiene alla tradizione dei paesi del Sud-Tirolo.
Le origini del consumo di frutta secca a Natale
Il consumo di frutta secca affonda le sue radici in tempi lontanissimi. Furono gli egizi a farla conoscere nei paesi del Mediterraneo ma è in epoca greca e romana che ha avuto la sua massima diffusione, diventando uno dei cibi immancabili dei lussuosi banchetti. La frutta secca faceva parte della “secunda mensa”, termine derivante dall’antica usanza greca di cambiare l’apparecchiatura della tavola con cui si denominava la fase finale delle fastose cene romane. Noci mandorle e nocciole erano considerate come un dessert e, quindi, venivano servite insieme a dolci e frutta fresca. Inoltre, ad esse era attribuito un grande valore simbolico, quello di buon auspicio, anche in altre occasioni di festa come i matrimoni. Era usanza, infatti, spargere dei gherigli di noce sul pavimento della casa del futuro sposo e perfino regalare frutta secca il giorno delle nozze.
Dopo l’epoca romana, anche in quella cristiana la frutta secca ha continuato ad essere un alimento onnipresente mantenendo così intatta la sua importanza fino ai giorni nostri.
Se da un lato il consumo di frutta secca a Natale è riconducibile ai banchetti fastosi dell’epoca romana, dall’altro dobbiamo ricordare anche che la presenza di noci, nocciole e mandorle sulle tavole di Natale potrebbe dipendere dalla stagionalità. Siccome in inverno è difficile trovare frutta fresca, si usava essiccarla durante le giornate calde per poterla poi conservare e mangiare con l’arrivo del freddo.
Un’altra interpretazione possibile è legata alla popolazione povera, che aveva l’abitudine di regalare proprio della frutta secca a Natale perché era un bene alla portata di tutti. Un’usanza che è rimasta viva fino ad oggi.
Noi di Don Ettore Frutta Secca, fortemente legati alle tradizioni e alle festività, abbiamo pensato per voi a una nuova serie delle nostre ormai celebri box di frutta secca per celebrare con gusto le prossime feste o da regalare ai propri cari per augurare uno splendido Natale.
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